Poli e distretti per i beni culturali: quale impatto sulle imprese?

Venerdì 19 Ottobre, ore 10.00 - 13.00


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La politica dei poli di innovazione, diffusisi in Francia già da oltre un decennio, permea ormai tutta la comunità europea anche a seguito delle nuove strategie di finanziamento adottate a partire dalla nuova programmazione e in via di definizione attraverso Horizon2020. Le esperienze italiane, partite per prime in Trentino Alto Adige ed in Piemonte, attraversano ormai l'intera penisola articolandosi in Poli di Innovazione e Distretti Tecnologici, ma anche in Piattaforme di Trasferimento Tecnologico e altre forme di aggregazione. I multiformi e variegati sistemi di governance e modelli di aggregazione adottati nelle varie realtà locali, ubbidiscono tutte ad obiettivi del tutto omogenei, con differenziazioni locali anche derivanti dagli obiettivi che, localmente, ciascuna regione ha voluto dare a queste nuove forme di aggregazione e coordinamento. A prescindere da queste differenze locali tuttavia, come peraltro già verificatosi in Francia ed in altri stati membri, i principali indicatori di impatto sono riconducibili ad una generica capacità dei Poli e dei relativi Soggetti Gestori di incidere sulle potenzialità di sviluppo delle imprese aggregate, sulla capacità delle imprese aggregate di promuovere e condurre progettualità anche di grandi dimensioni e, in generale, aumentare la competitività del territorio, anche migliorandone le attrattive in termini di investimenti.
L'esperienza toscana di Polis, Polo di Innovazione per le Tecnologie della Città Sostenibile e del collegato Distretto Tecnologico dei Beni Culturali e Città Sostenibile seppure appena avviata, mostra, infatti, il grande interesse delle imprese di più diversa derivazione e impronta culturale, a modalità di aggregazione innovative basate su finalità ultime e progettualità trasversali, oltre ad una grande sensibilità per lo sviluppo sostenibile in genere e per le nuove tecnologie a supporto.
A circa un anno dal lancio dei Poli di Innovazione Toscani e della nomina dei comitati di indirizzo dei Distretti Tecnologici Regionali, il convegno si pone l'obiettivo di riflettere sullo stato di attuazione della politica regionale di poli e distretti e confrontare le esperienze di regioni italiane e di altri stati membri partite prima della Toscana, focalizzando l'attenzione in particolare sui raggruppamenti che hanno come tema centrale lo sviluppo sostenibile e la Smart City.

Presentazione del rapporto
Alessandro Speranza, Project Manager Fondazione
Ricerca e Innovazione

Presentazione del rapporto
Il settore dell'Alta Tecnologia applicata ai beni culturali
Patrizia Lattarulo, Dirigente Ricerca IRPET

Intervengono
Rita Minelli, Responsabile Distretto tecnologico per i beni culturali Filas Spa
Sergio Calò, Responsabile Tecnico Vegapark - Veneto
Gianmarco Piola, Responsabile Polo ICT Torino Wireless
Sebastiano Missineo, AD Strateghia

Il punto di vista di ...
Michele Marino, Districto 22@ Barcellona

Conclusioni
Marco Bellandi, Presidente Fondazione per la ricerca e l’innovazione

Interventi delle imprese

Dibattito

Conclusioni

Programma in progress.

 

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